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GRUPPO: THE INFARTO, SCHEISSE! FORMAZIONE: GIANLU, IVANA, NAT, FABRI PROVENIENZA: BERGAMO |
Andiamo a conoscere questo gruppo bergamasco, a mio avviso uno dei più originali e interessanti in Italia nel giro hardcore e dintorni!
Ciao infartati! Saltiamo le presentazioni ed entriamo nel vivo dell'intervista! Come descrivereste voi stessi gli Infarto Scheisse ad una persona che non ha mai avuto occasione di sentirvi?
Ciao Gab. Fondamentalmente facciamo punk rock. magari i pezzi sono un po' elaborati, la voce è urlata ed esistono forti componenti metal ma per me quello che facciamo rimane punk rock. Quello che vorremmo si sentisse durante i nostri concerti o sui nostri dischi è l'impatto frontale, la passione che mettiamo quando picchiamo sulle pelli, percuotiamo le corde e ci massacriamo le corde vocali. Il punk rock, insomma.
Volendo usare terminologie e generi, suonate uno screamo / emoviolence direi... Non trovate che questo genere sia parecchio inflazionato dalle nuove tendenze commerciali degli ultimi anni? Voi siete invece una band che non ha nulla a che spartire con quella miriade di fantocci che imperversano ultimamente... Cosa pensate di questo?
Dunque, se per emoviolence si intendono gruppi come in/humanity, reversal of man, uranus o più recentemente funeral diner o ampere direi che è possibile trovare affinità, se non musicali sicuramente di intenti e modo di agire.
Non so che dire dei gruppi che cercano sbocchi commerciali definendosi emo/screamo: a parte che non ne conosco molti per poter esprimere un giudizio, mi pare che il livello di originalità e rilevanza musicale diffuso in questi ambienti sia prossimo allo zero. Spiego meglio il concetto: vestirsi e pettinarsi allo stesso modo, fare le foto in posa, alternare growl e voce melodica, fare stacchi mosh e arpeggi metal PER FORZA non fa parte del nostro approccio. Sarà perchè non siamo fotogenici ed abbiamo i capelli crespi?

Vi ho visto suonare spesso in situazioni legate alla politica dal basso sul vostro territorio (ricordo qualche anno fa, in un capannone abbandonato, una serata contro la speculazione economica dell'autostrada Bre.Be.Mi, per esempio). L'hardcore può ancora essere qualcosa da coniugare con una visione ampia di lotta, oppure il corso naturale delle cose porterà ad incontri sempre più rari tra l'iniziativa politica e la musica hardcore?
Siamo cresciuti in ambienti dove il connubio tra quello che suoniamo e le situazioni politiche è sempre stato presente. Siamo convinti che l'hardcore debba essere in qualche modo legato a situazioni di lotta: situazioni in cui è possibile far sentire la propria voce senza scendere a compromessi, situazioni in cui chi suona e chi assiste al concerto possa essere intercambiabile, situazioni dove la condivisione di esperienze ed il libero scambio di idee possano essere realizzati.
Ad esempio, come gruppo cerchiamo il più possibile di supportare benefit per situazioni o campagne a cui ci sentiamo vicini, in primis per dare il nostro contributo alle iniziative stesse e successivamente per approfondire personalmente argomenti che per un motivo o per un altro sono considerati “minori” da chi vorrebbe vederci tutti uguali ed allineati.
Non escludiamo comunque a priori locali o situazioni diverse da centri sociali o spazi occupati: ogni data viene discussa tra di noi e tra le persone che organizzano per capire se effettivamente ha senso suonare o no in determinate situazioni. Ultimamente, ad esempio, ci siamo trovati a suonare ad un grosso festival al Magnolia (locale di Milano); lo abbiamo fatto discutendo parecchio tra di noi ed arrivando alla conclusione che effettivamente la situazione poteva essere favorevole per poter dire alcune cose a persone che magari non ci avevano mai visto. Col senno di poi è andata più che bene da questo punto di vista.
Per concludere il discorso direi che cerchiamo di vedere e di relazionarci con quanto ci circonda in modo critico, compreso il suonare in un gruppo ed il pubblicare dischi.

Dal mio punto di vista questa è la migliore definizione di hardcore che mi viene in mente.
Come si vive l'hardcore a Bergamo? Ci sono situazioni, persone che si sbattono, gruppi che suonano? Oppure dovete sempre sconfinare fino a Rovato per trovare terreno fertile? (Sto scherzando ovviamente... però colgo l'occasione di salutare la ciurma bergamasco-bresciana di A.D.E. che ci regala sempre ottime serate!).
A Bergamo c'è il centro sociale Pacì Paciana a cui siamo molto legati, abbiamo la sala prove lì e ci abbiamo organizzato molti concerti. Non siamo molto costanti con l'organizzazione di concerti punk/hardcore, ognuno di noi ha parecchi impegni e non siamo in grado di mantenere una certa frequenza... però le serate organizzate sono sempre state molto apprezzate e, secondo me, di buona qualità. Gruppi onestamente non ce ne sono molti... ci sono i Bancale, i Mind the gap, il Caso e i Vecchio scarpone. Ah, i Verdena EHEHEH.
I vostri testi sono molto personali, poetici e perchè no, ermetici. Come nascono? Essendo così personali, riescono facilmente ad essere condivisi dall'intero gruppo oppure l'autore (immagino Nat) si prende qualche libertà?
I testi effettivamente sono molto personali, nascono dall'osservare quello che mi sta attorno per cercare di descriverlo con parole mie. Dal mio punto di vista credo che ognuno metta un pezzo di sé nei nostri pezzi: per gianlu è un riff, per fabri una rullata e per ivana un passaggio melodico. I testi/la voce sono a volte solo più evidenti rispetto al resto, ma sono da considerare solamente un pezzo di me come ogni pezzo degli altri. In questo senso mi posso prendere delle libertà!
Cosa vi piace del circuito DIY italiano? Cosa invece vorreste veder migliorato o del tutto cambiato?
Il DIY in Italia è abbastanza in salute, vedo in giro molte etichette e parecchie persone che cercano di organizzare/diffondere e supportare. Una cosa che negli anni ho notato e che mi dà un po' fastidio è a volte vedere sfruttare situazioni che sento anche un po' mie per poi dimenticarsene passando “oltre”. È un discorso molto vecchio, ma credo sia ancora oggi importante avere coscienza di ciò che si fa e mantenere un minimo di coerenza.
Pensate che i ragazzini che si avvicinano al circuito più commerciale potrebbero invece appassionarsi per la scena autogestita (comprendendo i suoi meccanismi interni), se essa fosse in grado di rendersi più accessibile? Qual'è il limite tra “creare qualcosa di DIY ma che sappia competere con il mainstream” e “vendersi al mainstream”?
Non so dare una risposta precisa a questa domanda, onestamente credo che quello che facciamo noi o gruppi come noi non può “di default” avvicinarsi a quello che viene definito come mainstream. Cerco di spiegare meglio: nella mia opinione le persone tendono ad adagiarsi a quanto viene proposto come “corrente principale” a volte senza nemmeno pensarci troppo, sia essa la logica del lavoro, un partito politico o un tipo di suono. Effettivamente senza un'educazione verso situazioni “diverse” come possono essere centri sociali, vegetarianesimo, musica più “rumorosa” o banalizzando verso tutto ciò che non si conosce, la tendenza è quella di adeguarsi alla “massa”. Se ci pensi bene è oggettivamente più comodo seguire i programmi della De Filippi in TV piuttosto che ordinare da una etichetta sconosciuta canadese un 7” bianco inciso su un solo lato, no? In altre parole deve innanzitutto passare il messaggio che è possibile creare un'alternativa a tutto quello che ci viene propinato giorno per giorno, basta un minimo di attitudine e di apertura mentale. Non solo in ambiti musicali...
Presso il vostro banchetto, oltre ai dischi e le magliette si trova materiale informativo circa lotte e campagne animaliste. Che rapporto avete con queste attività?
Nell'ottica di quanto dicevamo prima riteniamo utile diffondere idee ed informazioni che normalmente non passano per i canali “convenzionali”. Ognuno di noi Infarto ha le proprie idee ed i propri punti di vista su temi animalisti e non è possibile ridurre tutto ad una risposta “di gruppo”... quello che mi sento di dire, ripetendomi, è che supportiamo e cerchiamo di aiutare lotte o campagne che condividiamo, tra cui quelle animaliste.
Cosa bolle in pentola per il futuro? State preparando pezzi per un nuovo album? State pianificando concerti, tour o un duetto con Povia?
Stiamo provando pezzi nuovi che verranno registrati spero a breve, l'idea è di fare uscire questi e poi ristampare successivamente qualcos'altro di più vecchio disponibile solo in vinile. Ah, dovremmo anche partecipare ad un LP di sole cover tributo ad un disco di una decina di anni fa. Non svelo la sorpresa, dico solo che non è degli 883.
La tortura è finita e siete sopravvissuti! Salutate gli amici a casa! E grazie per averci dedicato il vostro tempo!
Grazie Gab, soprattutto per la pazienza. Ah, “la ragazza” saluta gli Oss!